2010: ANNO EUROPEO Dl LOTTA ALLA POVERTÀ E ALL'ESCLUSIONE SOCIALE

NELLA “RICCA EUROPA” SONO ANCORA TROPPI I POVERI

 

I poveri, una molteplicità di volti e storie. Quelli più emarginati come i senza dimora; quelli nelle istituzioni totalizzanti, come carcerati e malati mentali; quelli nelle famiglie, come donne, minori, anziani e disabii. Ma anche i poveri nei mondi giovanili, scolastici e lavorativi; i poveri migranti, richiedenti asilo, rifugiati; i poveri della terza e quarta settimana e i poveri di relazioni e di senso. Comunque, uno scandalo inaccettabile, a ogni livello, a cominciare da quello planetario, con un miliardo e 20 milioni di persone che soffrono la fame e 2,6 miliardi che vivono con meno di 2 dollari al giorno.

È questo il messaggio che Caritas Europa ha lanciato il 27 gennaio, presentando a Bruxelles, al Parlamento europeo, un Rapporto sulla povertà e la campagna “Zero Poverty”, in occasione dell'Anno europeo di lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Il titolo del Rapporto, Povertà tra noi, ci ricorda che anche nella ricca Europa dei 27 ben 79 milioni di persone, il 16 per cento della popolazione, vivono oggi sotto la soglia di povertà e di questi 19 milioni sono minori.

Un quadro che varia a seconda dei Paesi e delle aree e colpisce, in particolare, alcune fasce di popolazione: bambini, anziani e donne sole. Urge, dunque, investire in politiche sociali capaci di sostenere le famiglie sin dalle prime fasi dei percorsi di povertà. Ma occorre soprattutto sensibilizzare e rafforzare la conoscenza dei fenomeni e delle storie di povertà. Il 14 febbraio, memoria di Cirillo e Metodio, santi patroni d'Europa, sarà Benedetto XVI, e con lui tutti i vescovi europei nelle rispettive diocesi, a offrirci l'esempio e il magistero, visitando e servendo i poveri presso l'ostello “Don Luigi Di Liegro” della Caritas diocesana di Roma.

Sarà uno dei momenti iniziali dell'azione delle Chiese europee e della rete Caritas, che si protrarrà per l'intero anno, grazie a una pluralità di strumenti ed eventi messi a disposizione delle Caritas diocesane per la sensibilizzazione e l'animazione nei territori. La prospettiva è quella di elaborare un percorso educativo con “sguardo europeo”, a servizio delle molteplici progettualità già in atto. Un'opportunità straordinaria di annuncio e testimonianza. Un'occasione concreta per provare a costruire quel nuovo “vero umanesimo integrale” di cui parla il Papa nell'enciclica Caritas in ventate, fatto di lotta alla miseria, promozione della dignità naturale di ciascun essere umano attraverso la cittadinanza e l'inclusione sociale, impegno sobrio e responsabile di tutti per il bene comune.

Questo significa aprire piste di lavoro e canali di relazione, quali il non limitarsi alla sensibilizzazione, ma “coscientizzare~, con la prospettiva di scardinare i meccanismi che generano povertà e disuguaglianze ; far comprendere l'importanza di costruire politiche sociali a servizio dei poveri nei vari contesti nazionali ma in dimensione europea; promuovere scambio e confronto sulle azioni in Italia e in altri Paesi europei, per un reciproco arricchimento e con un duplice obiettivo, educativo e di animazione; valorizzare le molteplici opere-segno pensate e progettate a servizio dei poveri; evidenziare le interconnessioni delle tematiche e delle proposte formative.

In tal modo, le situazioni più difficili si possono trasformare in occasioni educative: dall'umiliazione all'azione, dall'indifferenza alla differenza, dall'urgenza alla progettualità.

È questa la sfida alla quale le Chiese provano a rispondere e le Caritas si inseriscono in questo cammino educativo.

(don Vittorio Nozza direttore Caritas Italia)

 

 
 
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