Ciao Vincenzo

 

Lunedi 15 settembre durante lo svolgimento delle attività laboratoriali promosse dalla FML è squillato il telefono, un nostro ex-utente ci ha avvisato che sarebbe passato per un saluto.


Vincenzo ha lasciato il Centro di Prima accoglienza circa un anno fa.
Quando è arrivato in fondazione era un ragazzo spaesato, solo, senza molte prospettive…uno che si “lasciava vivere” come era solito dire di se stesso. La sua era una storia semplice, la storia di una persona che non si è mai sposata, che dopo aver perso i genitori e i contatti con l’unica sorella che ha, si è smarrita in un mondo che richiede sempre efficienza e perfezione.
All’inizio parlava molto poco, si vergognava perché non sapeva scrivere e leggeva appena gli articoli di sport sul giornale. Dopo un primo contatto con il centro d’ascolto della FML, gli operatori hanno pensato di fargli frequentare il laboratorio di ceramica e quello di alfabetizzazione. Fin dall’inizio si è rivelato molto abile nell’attività manuale e straordinariamente veloce nell’apprendimento, tanto che Vincenzo è riuscito a conseguire la licenza media con solo quattro mesi di studio, presentandosi da privatista all’esame finale. Dal giorno della licenza ci è sembrato diverso, era come se avesse scoperto di avere tante capacità, come se si sentisse pronto per dare fondo alle sue risorse. Ci ha chiesto di preparare insieme a lui un curriculum vitae che, in maniera del tutto autonoma, ha proposto ad alcuni centri per l’impiego presenti a Napoli. Dopo circa un mese è stato chiamato per un colloquio di lavoro, colloquio andato bene: finalmente Vincenzo aveva di nuovo un lavoro, sarebbe partito per Milano assunto da un’impresa edile che si occupa della manutenzione di strutture pubbliche.
Così a fine luglio del 2007 ci siamo salutati con la speranza che potesse iniziare per Vincenzo una nuova vita.
Durante quest’anno spesso ci sono arrivate delle sue telefonate, ci raccontava come andava il lavoro, ci diceva di essere felice di avuto la forza di darsi un’altra possibilità, noi lo sentivamo sereno, carico, pieno di voglia di vivere e di mettersi in gioco.
Quando è squillato il telefono nessuno di noi poteva immaginare quello che avrebbe provato incontrandolo di nuovo. La persona che ci è venuta a salutare assomigliava al Vincenzo che tutti noi avevamo conosciuto, ma non era esattamente la stessa persona…
Il ragazzo che ha bussato alla nostra porta era un signore distinto, ben vestito, con un sorriso stampato sulle labbra e un buon dolce da offrirci tra le mani…
Sarà che non abbiamo avuto modo di assistere alla sua metamorfosi, nel senso che il cambiamento di cui siamo stati testimoni ha riguardato le sue aree più nascoste, quelle dell’anima, ma vederlo così sicuro di sé, disponibile al dialogo, padrone della sua vita è stata una grande emozione. Chi ci leggerà penserà alla solita storia sdolcinata di chi si vuole gloriare del proprio lavoro, vi assicuriamo che non è così, quello che vorremmo condividere con i visitatori del nostro sito è solo un sentimento: la Gioia!
La gioia di vedere una persona tornare alla vita, la gioia di far rinascere una speranza che tutto è possibile, la gioia di crederci, la gioia che ci fa dire: “queste sono le cose che ci fanno amare il nostro lavoro”!

Grazie Vincenzo

 



 
 
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